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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
 
Il gip: rifiuti, emergenza provocata - 29/06/2007

L’accusa: «La raccolta fu bloccata per far pressioni su Catenacci»

Napoli - Letta tre anni dopo, la conversazione intercettata il 24 giugno 2004 e allegata agli atti dell’inchiesta sui rifiuti con il numero progressivo 2.349 è roba da far saltare i nervi. Parla un indagato. E spiega perché ha appena comunicato via fax al commissariato di non poter più ricevere rifiuti nell’impianto: «Ci è stato detto che noi dobbiamo essere nella condizione di non riuscire a operare... Perché questo dovrebbe essere il fatto scatenante... Il blitz... L’emergenza per riaprire Villa Literno». Cosa voglia dire questa conversazione, il gip Rosanna Saraceno lo spiega nelle 414 pagine che le sono servite per raccontare la storia dei rifiuti in Campania: «Il fermo degli impianti e il blocco nella ricezione dei rifiuti veniva di volta in volta programmato e attuato quale strumento di pressione nei confronti della struttura commissariale (gestione di Corrado Catenacci), costretta a individuare siti di smaltimento alternativi per sovvalli e fos». Siamo sempre alla stessa storia. La fos, la frazione organica stabilizzata, quella che doveva servire al recupero ambientale, non è come dovrebbe essere. Anzi, «in alcuni impianti il processo di stabilizzazione non è stato mai eseguito, perché le aie destinate a quest’operazione sono sempre state utilizzate per lo stoccaggio».

Abate, Agrippa, Brandolini, Cuozzo, Lampugnani
 
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