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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
 
Rifiuti, nuovo allarme rosso - 26/06/2007

Il commissariato: rischi gastrointestinali. L’assessore alla Sanità: temo gli effetti della diossina

Napoli - Il commissario Guido Bertolaso allarga le braccia: «Prendo atto che delle quattro discariche, previste dal decreto legge, non se ne è aperta neppure una». E la sua «numero due», Marta Di Gennaro, aggiunge un altro «carico»: «In Campania c’è un grosso rischio per la salute, ora aggravato dal caldo ». Il commissariato straordinario serra le fila e risponde, colpo su colpo, agli attacchi che gli vengono mossi in quest’ennesima «bolla» di emergenza con 3.000 tonnellate stoccate sui marciapiedi di Napoli e altrettanti su quelli della provincia. Bertolaso è stato, ormai, lasciato solo dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che va avanti nella sua battaglia per la discarica di Macchia Soprana a Serre. Ieri sera doveva essere comunicato lo stato di avanzamento dei lavori del sito, ma lo staff di Bertolaso non aveva ricevuto dal ministero e dalla provincia di Salerno neanche una carta. «Allo stato non sappiamo nulla, ci hanno solo assicurato che si aprirà il primo luglio. Siamo, al momento, solo osservatori, aspettiamo di conoscere il dettaglio del progetto. Ma, attenti — avvertono — quello è un sito di stoccaggio, non una discarica. Non è quello che volevamo e si rischiano serie conseguenze». «Adesso — aggiunge Di Gennaro— si sta agendo con una programmazione a breve, a brevissimo. Direi ad horas». Bertolaso è consapevole che il «suo» piano è stato demolito e che ora deve fronteggiare anche la delusione che lo circonda. «Che non è stata aperta neppure una discarica — dice mentre va all’ennesimo vertice notturno in prefettura a Napoli — è un dato di fatto. Odio lo scaricabarile, ma credo che non si possa imputare al commissario questo ritardo». È palese il suo sconforto. «Qui ormai, nostro malgrado, si vive alla giornata. In questi giorni — aggiunge — ho parlato di intervento a rate, che deriva dall’esigenza di individuare, di volta in volta, i siti dove depositare quello che viene prodotto in Regione. Le alternative però erano diverse e ci dobbiamo dunque adattare a quella che è la situazione. Continuiamo a provarci — conclude Bertolaso — con tanta buona volontà e impegno. Vedo che c’è collaborazione di tutti, in questa fase, speriamo dunque di uscire da questa situazione di imbarazzo ». Il primo obiettivo è di rimuovere la spazzatura per strada nel Napoletano. Il vertice in Prefettura—vi partecipano anche Bassolino, Iervolino, il prefetto Pansa, il capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, Viglione, e i presidenti delle province di Napoli e Avellino, Di Palma e De Simone — istituisce una unità di crisi che monitorerà quotidianamente le operazioni di raccolta straordinaria dei rifiuti. La struttura indicherà quante saranno le tonnellate di ecoballe e quelle «tal quali» che saranno inviate al sito di Difesa Grande ad Ariano Irpino, l’unico attuale sbocco per Napoli. L’obiettivo è fra presto perché il gran caldo sta determinando un vero allarme sanitario. «Certo, non c’è timore per epidemie o per patologie gravi come il tifo, ma il rischio di un aumento della diffusione delle malattie intestinali, come gastroenteriti o infezioni veicolate da insetti o patogeni che prosperano con il caldo, è molto forte», dice Marta Di Gennaro. «È evidente—incalza la vice di Bertolaso, medico che in passato è stata responsabile degli interventi strutturali dell’Istituto superiore di sanità — che il gran caldo aggiunge altre preoccupazioni e, quindi, il nostro primo obiettivo è di riuscire a superare tutte le resistenze e gli ostacoli che impediscono la pulizia delle strade e la corretta destinazione dei rifiuti in luoghi controllati». L’emergenza rifiuti, quindi, diventa con l’impennata delle temperature, sempre più anche un’emergenza sanitaria. «È evidente — avverte la Di Gennaro — che non bisogna essere esagerati o allarmisti, ma la permanenza dei rifiuti è pericolosa per la mancanza di igiene che comporta». Si teme una degenerazione? «Al momento no, ma se questo processo non viene interrotto presto si possono anche verificare circuiti patologici che portano alla trasformaazioni delle malattie gastroenteriche in forme di salmonella e anche peggio. Però, non siamo ancora a questi casi». Allarme sanitario che si sposa con le parole preoccupate dell’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano che guarda soprattutto al futuro: «Quello che realmente mi preoccupa non è l’attuale situazione bensì il pericolo di epidemie tumorali dovute alla diossina sprigionata nell’aria dai rifiuti bruciati. Ad oggi non abbiamo registrato allarmi per casi di infezione legati alla spazzatura. C’è solo stato un forte aumento di casi di epatite di tipo A dovuti al consumo di frutti di mare crudi. Il vero problema per mesarà tra cinque anni quando potrebbe emergere una vera e propria emergenza diossina sprigionata dai cumuli di spazzatura dati alle fiamme». Sul fronte politico, oggi in commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera inizia l’esame del decreto legge sull’emergenza, mentre da parte di Alleanza nazionale parte un’offesiva. I deputati campani di An hanno presentato ieri una mozione con cui impegnano il Governo a conferire a Bertolaso «tutti i poteri necessari per superare lo stato di crisi rimuovendo il sistema di concertazione previsto con il ministro dell’Ambiente e con il presidente della giunta regionale». Pieni poteri, quindi, fino ad arrivare addirittura allo «scioglimento delle amministrazioni comunali e provinciali il cui operato sia in contrasto con le scelte e gli obiettivi indicati dal commissario straordinario».

Nino Femiani
 
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