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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Borrelli-Pellegrino, tandem vincente - 23/06/2007

La regista e il suo «Come le formiche», prodotto dall’attrice

Corposo, profumato, di colore rosso intenso, inebriante: il vino Rubro è il vero protagonista di «Come le formiche », il nuovo film della regista napoletana Ilaria Borrelli, al secondo lungometraggio dopo «Mariti in affitto». Presentato alla Casa del Cinema di Roma, esce oggi in due sale italiane (a Roma e Milano), sarà presentato lunedì all’Ischia film festival, ma punta al mercato estero. Proprio per questo, la commedia agrodolce, che vede nel cast i l premio Oscar Murray Abraham, Patrizia Pellegrino, Galatea Ranzi, Enrico Lo Verso, Philippe Caroit, Bernadette Peters, ha un sapore italiano: quello del vino prodotto sulle colline di Todi. L’anima del film è un’altra napoletana, Patrizia Pellegrino, al suo debutto da produttrice. «È stata lei a contattarmi - conferma la Borrelli - perché scrivessi un film che pubblicizzasse il Relais di suo marito Stefano Todini, dove si produce il Rubro, e i cavalli Snai. D’altronde, in un momento tragico per il cinema italiano credo nei finanziamenti privati. La mia sfida è stata costruire, intorno al prodotto, una storia su ciò che mi interessa: l’alleanza tra donne forti, alle prese con le ambizioni di vita, la solitudine dei bambini ». Le laceranti guerre familiari sono filmate da Adina, nove anni. Ma è previsto il lieto fine. «Desideravo parlare - racconta la Pellegrino - di luoghi suggestivi per far conoscere alla gente il vino noto agli intenditori e venduto in Usa, Cina e Giappone. Il film dovrebbe seguire la via del vino: al Festival di Cannes abbiamo contattato distributori internazionali, che ora stanno guardando la il pellicola, già venduta in Canada ». Il film, che non ha superato 750mila euro di costi, risente negativamente della fretta di lavorazione; ma può contare sulla fotografia, sulle musiche di Guido Freddi (marito della regista), sulla presenza, ad esempio, di Abraham che, «innamoratosi della mia sceneggiatura - confida la Borrelli - è intervenuto a basso costo». Ottima la prova di Enrico Lo Verso, nei panni di Fabrizio, l’unico personaggio che mostra spessore umano e sentimenti puri sin dall’inizio. «È un intellettuale, un uomo che vive altrove. Si rifugia nella lettura - spiega - per evadere da una moglie (Pellegrino) che non lo soddisfa, alterego della sorella manager (Ranzi) di cui lui è segretamente innamorato, donna autoritaria e arida, per cui è stato difficile trovare interesse. Ma mi sono divertito: adoro giocare, e la sola idea di vedere la Pellegrino nei panni di una contadina mi fa ridere ancora».

Caterina Ruggi d'Aragona
 
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