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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Cocciante: «Così sdrammatizzo l’opera» - 08/06/2007

Il cantautore presenta la sua versione di «Giulietta e Romeo»

Non chiamatelo musical, Riccardo Cocciante si potrebbe arrabbiare. Il suo «Giulietta e Romeo», scritto con Pasquale Panella, in scena il 15 ed il 16 giugno all’Arena Flegrea, è un’«Opera popolare». «Fin da "Notre Dame de Paris" la mia intenzione era quella di trasformare quella che era l’opera lirica - spiega Riccardo Cocciante - e quello che vorrei fare è rendere il melodramma più comprensibile. Una cosa che possa risultare gradita non solo ai melomani ma che possa arrivare a tutti, popolare insomma». Insomma, sdrammatizzarla. Una scenografia elettronica e tridimensionale, un cast numeroso con molti primi attori. Ma tra le novità c’è anche una messa in scena con ruoli intercambiabili. «Mi sono accorto che durante il casting c’erano molti attori bravissimi. Mi sono detto che non era possibile lasciarli in panchina ad aspettare un turno. Ed allora nel ruolo di Romeo, per esempio, si alternano vari attori ». E quando non recitano? «Recitano sempre. Sono comunque in scena in un’altra parte. Ci sono i Montecchi ed i Capuleti che si confrontano e si scontrano. Sono loro, le masse, le vere protagoniste di Giulietta e Romeo». Questo alternarsi di ruoli non condiziona l’interpretazione? «Fino ad adesso no. E siamo alla quarta replica. E poi è l’idea di spettacolo di oggi che forse fa ruotare tutto attorno a dei personaggi unici e non mette l’idea al centro. E poi in questo caso i personaggi sono molti e c’è il valore aggiunto dei gruppi che si confrontano». Anche sua la musica ha la missione di rendere più popolare il melodramma? «Certo. Gli arrangiamenti sono particolari. Ci sono gli strumenti elettrici e gli archi. Ci sono i recitativi che collegano una canzone all’altra e sono fatti su una musica ad hoc. Poco cantati, molto recitatima con una buona base. Una cosa nuova. È un modo per poter tramandare l’opera anche dopo». Insomma un classico del futuro? «Posso fare nomi di gruppi come Pink Floyd che hanno fatto una musica che ormai è "classica" nel senso che è rimasta nel tempo». Quali differenze con «Notre Dame »? «C’è stata una evoluzione. Qui è tutto più sviluppato ed approfondito. Ed anche più popolare nel senso di più accessibile». Quale sarà la sua prossima mossa? «Ho già scritto due nuove opere, ma non posso dire di più se non che sono tratte da due classici». Il cast comprende 34 artisti (26 cantanti, 8 ballerini) molto giovani, tra cui ve ne sono 7 al di sotto dei diciott’anni e 3 quindicenni. La selezione del cast è stata effettuata da Cocciante, che ha seguito tutte le esibizioni, aiutato da Maria Cristina De Amicis, Alberto Visentin (storico suo collaboratore, già presente in «Notre Dame De Paris»), Gian Marco Mazzi e Paolo Valerio, direttore artistico del Teatro Stabile di Verona, sede delle audizioni. La regia è di Sergio Carrubba ed i biglietti costano dai 25 agli 80 euro.

Biagio Coscia
 
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