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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
  «Quel carabiniere ha fatto il suo dovere» - 07/06/2007

Tre assessori difendono il militare che ha sparato a Posillipo

Il carabiniere di 22 anni indagato con l’accusa di omicidio volontario per aver sparato al rapinatore di Posillipo che gli ha puntato contro una pistola «ha fatto il suo dovere». Certo, la morte del ragazzo è una tragedia, ma che avesse 16 anni, fosse incensurato e impugnasse un’arma giocattolo modificata «sono cose che si scoprono solo dopo». Così, tre esponenti di rilievo della Regione Campania, intervengono sulla tragica rapina di Posillipo. Parlano l’assessore al Turismo Marco Di Lello, quello alla Sicurezza Andrea Abbamonte e quello al Lavoro Corrado Gabriele. Il primo esprime «piena solidarietà» ai carabinieri, e dice che episodi come questo si inseriscono in un fenomeno che compromette la vivibilità, e la risposta a questo fenomeno è la tolleranza zero». Gabriele non esprime solidarietà, ma dice che è «assurdo criminalizzare un carabiniere che ha fatto il suo dovere». Chiosa Abbamonte: «Dicono che il rapinatore era un bravo ragazzo. Spero mio figlio non faccia rapine, anche lui è un bravo ragazzo ». Solidarietà anche da An, e l’ex pm Bobbio attacca la Procura.

Abate
 
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