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 ARTICOLO - Prima pagina (Puglia)
 
SCOMPARSI DA 8.760 ORE - 05/06/2007

Alle 23,50 del 5 giugno del 2006 scatta l’allarme: due fratellini di Gravina in Puglia, Francesco e Salvatore Pappalardi,13 e 11 anni, sono scomparsi (nella foto come erano vestiti). Sono morti? Sono stati rapiti? Sono stati uccisi? Nessuno lo sa. Sono trascorsi 12 mesi, 365 giorni, 8760 ore e non è cambiato nulla: nessuno sa niente della sorte dei due bambini. Le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, hanno scavato nei giardini di padre e madre separati, Filippo Pappalardi, Rosa Carlucci, hanno rovistato nelle loro vite, hanno interrogato i loro nuovi compagni, Nicola Nuzzolese e Maria Ricupero, senza alcun risultato. Anche il Papa è intervenuto chiedendo uno sforzo per la risoluzione del caso. Le indagini hanno portato magistrati e polizia perfino in Romania, dove un’amica della madre, Andreea Irimia, sembrava poter essere utile a chiarire il mistero. E in Romania è andato anche il sindaco della città, Rino Vendola. Tutto inutile, dei bambini nessuna traccia. Le ultime ricerche hanno portato invece in Lucania. Sessanta pozzi sono stati ispezionati tra Gravina e i confini della provincia di Matera. La supposizione era che i bambini fossero stati uccisi e gettati in uno dei pozzi. Ma anche stavolta nessun risultato. Nel frattempo una lettera proveniente da Torino di un sacerdote indicava agli inquirenti il luogo della sepoltura dei fratellini: un albero di noci nei pressi dell’abitazione della madre, a Santeramo in Colle. I vigili del fuoco scavano per numerose ore sotto la pianta, ma nemmeno stavolta è chiarito il mistero. Gli inquirenti, il procuratore Emilio Marzano, il capo della Mobile Luigi Liguori e il questore Vincenzo Speranza, hanno tentato la spallata il 22 maggio fa scorso quando hanno interrogato per 12 ore Filippo Pappalardi, l’unico indagato. Essendo convinti che l’uomo ne sappia più di quanto dice sperano in qualche cedimento. Ma l’uomo non è di nessuno aiuto e nemmeno viene accusato di un qualche reato. Si ricomincia tutto daccapo. Il Corriere del Mezzogiorno ha scelto di dedicare la prima pagina solo a questa notizia per esprimere tutto lo sgomento per questo anno senza risposte.
 
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