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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Città Spettacolo «sconfina» - 01/06/2007

Benevento, temi nuovi per la rassegna diretta da Moscato

Roma - Lo ha detto il sindaco di benevento, Fausto Pepe: «Già il titolo invita a incontri teatrali impegnativi che conducono oltre confini o formule consuete». Poi basta scorrere il fitto calendario per capire che l’edizione numero 28 della rassegna Benevento Città Spettacolo sarà cosa diversa dalle precedenti. Il titolo ne dà conferma: «Sconfini. Tradizione esTradizione nei percorsi del teatro contemporaneo». E’ questo il biglietto da visita con cui il nuovo direttore artistico, Enzo Moscato, ha presentato la manifestazione, nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri a Roma. Lo sconfinamento - ha spiegato Moscato - «è il punto contenutistico formale, intorno a cui intendo riflettere e creare per questo mio primo incontro con il festival». Vale a dire che dentro e fuori i confini si sperimenterà, si conoscerà, si godrà delle bellezze teatrali, della musica, degli incontri dedicati anche alla creatività dell’infanzia. Si comincia dunque il 31 agosto con Licia Maglietta che repprsenterà «Digiunare, divorare». E si concluderà il 9 settembre con «’O ssaje addò l’j a mettere la rivoluzione, ’o ssaje addò?», un lavoro tratto da testi di Moscato. In mezzo, attraverso percorsi paralleli tra la rassegna Scenaria e la rassegna deScenaria si potranno praticare le contaminazioni linguistiche e culturali scelte dal direttore artistico che porterà in scena Toni Servillo e Virginio Gazzolo, Lucia Poli e Leopoldo Mastelloni, Giorgio Barberio Corsetti e Tonino Taiuti, solo per citarne alcuni degli artisti che parteciperanno al festival e tra cui ci sarà anche Giorgio Albertazzi con una regia. La rassegna renderà omaggio anche quattro grandi maestri della scena mondiale: Robert Wilson, Tadeusz Kantor, Peter Stein, Peter Greenaway. Ma questa è solo una parziale elencazione di tutto ciò che «passerà» da Benevento, dalla rocca dei Rettori al Teatro romano, dal cortile della chiesa di Sant’Agostino al chiostro di Santa Sofia, dall’Hortus Conclusus al mulino Pacifico e altri luoghi ancora. Per esempio ci sarà un luogo dedicato alla magia e alla stregoneria, così radicate nella cultura e nell’immaginario della popolazione sannita; così come ci sarà uno spazio dedicato alla lettura di saggi e drammi, denominato «Liberi per libros. La biblioteca in festival ». Infine due mostre: «La pentapalomma e l’unicorno» di Fiorenzo De Marinis e «Orfani veleni», di Tata Barbalato, un omaggio al teatro del loro maestro Moscato.

Rosanna Lampugnani
 
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