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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
«San Carlo? Produzioni rare e care» - 25/05/2007

Il Premio Oscar Bacalov all’Università di Salerno parla dei teatri d’opera

Una lectio non convenzionale, quella tenuta dal compositore Luis Enriquez Bacalov, Premio Oscar nel 1995 per le musiche de «Il Postino », per l’ultimo appuntamento della rassegna «Filmidea », promossa dall’Università degli Studi di Salerno. Sul palco del teatro d’ateneo, Bacalov al pianoforte ha operato una sorta di destrutturazione del discorso musicale. «E’ un rapporto problematico quello della musica con il cinema - sottolinea Bacalov - e l’artista è un grosso narciso che io ho imbrigliato ancora di più per far sì che l’oggetto chiamato film appaia più pregnante e convincente. Questo presuppone molta umiltà. Molti giovani compositori desiderano scrivere per il cinema, ma è difficile. Lo spazio creativo per la musica applicata, tuttavia, va oltre il cinema e lo spettacolo. C’è ancora campo fertile per le idee». Maestro, lei ha vinto il premio oscar per le musiche de «Il Postino». Un suo ricordo personale di Massimo Troisi? «Non ho mai conosciuto Troisi, ma so che quando il regista ha saputo della gravità della situazione, voleva rimandare il film. Massimo si è rifiutato, sostenendo di voler portare a termine il film. E’ morto il giorno dopo l’ultimo ciak. Che determinazione». Un’accesa polemica ha investito il Teatro San Carlo di Napoli, che rischia la chiusura per problemi finanziari. Cosa ne pensa a riguardo? «Conosco bene le realtà dei teatri d’opera italiani e le loro politiche culturali. Le produzioni sono rare, costano fortune, la capacità di esportazione è inesistente, non c’è comunicazione e nesuna replica. Tuttavia grandi quantità di denaro vanno ai teatri d’opera. Napoli in particolare è una città strana: conta un milione di abitanti e non ha un’orchestra sinfonica stabile. In Puglia ne esistono tre. Allora lo chiedo a voi campani: raccontatemi cosa succede. Mi spiace mettere un grosso segno di interrogazione sulle realtà culturali. Il problema del teatro d’opera va affrontato con saggezza e prudenza: è un mondo complesso, variegato e ipernarcisistico». Nel cinema, le immagini ispirano la musica. Anche la musica può ispirare le immagini? «Non ho mai pensato in questi termini. Più che ispirarle, la musica può avere un rapporto dialettico con le immagini e con il corpus narrativo. Un cattivo film rimarrà tale e non sarà salvato dalla musica, al contrario in altri l’elemento sonoro è assolutamente marginale, come in Antonioni e Buñuel, che però si rivela un grandissimo compositore di musica concreta ».

B. L.
 
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