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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
L’India a Napoli - 25/05/2007

Al Museo di Casoria una collettiva di giovani artisti. Nuove tendenze dall’Oriente, dagli abiti alla gastronomia

L’India svela se stessa nel segno dell’arte. Undici giovani artisti indiani—Pulak Dutta, Rati Basu, Arpan Mukherjee, Nirmalendu Das, Ashis Ghosh, Sukanja Das, Gigi Scaria, Jenson Anto, Pooja Iranna, Vibha Galhotra, Shreya Mukherjee, sono stati chiamati ad esporre nella mostra «India Revealed» delineando con i loro lavori una rappresentazione del continente non convenzionale, lontana dall’imagerie stereotipata e nota. Di fronte a dipinti, installazioni e video sarà necessario, come consiglia Sartre, «fare uno streap tease del nostro umanesimo» per rapportarci a modalità espressive distanti dal territorio privilegiato dell’Occidente. Segni particolari: linguaggi definiti «più liberi» e alla ricerca di un’identità, forse difficile da raggiungere nel multiculturalismo dell’India contemporanea, oltre a qualche inevitabile accento di denuncia nei confronti di costumi passati o purtroppo ancora in vigore. Il rendez-vous è domani alle 18.30 nella struttura museale nata nel 2004 alle porte di Napoli sotto il nome di Casoria Contemporary Art Museum. Antonio Manfredi, direttore artistico e curatore, ha deciso di esporre in prima persona anche alcune opere fotografiche realizzate in India durante il suo soggiorno di un mese, necessario per l’organizzazione della collettiva e per il reperimento dei talenti autoctoni oggi in mostra nel museo. Come un viaggiatore invisibile ha carpito con i suoi scatti la molteplicità delle anime che convivono nell’india metropolitana, diversa da quella oleografica propria dei racconti di Joseph Rudyard Kipling. Per far sì che il pubblico si immerga completamente, durante l’inaugurazione il gruppo napoletano Dioniso Group eseguirà dei brani di musica con strumenti tradizionali indiani e l’attore Antonio Puzzi leggerà frammenti dal best seller «Fiamme sulla vetta» di Himanshu Joschi, un doloroso spaccato sulla condizione femminile in India. Manfredi, che vanta la direzione di una struttura riconosciuta a livello nazionale per la collezione di opere multimediali, metterà in vendita le sue fotografie «per finanziare le attività espositive del Cam», e non nasconde il punto dolente: «Regione, Pronuncia e Comune di Napoli sin dall’apertura del museo sono state pressoché assenti, per la nostra attività possiamo contare unicamente su sponsor privati e patrocini», in questa occasione l’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, il Consolato dell’India a Napoli e il Contemporary Art Center dello Santiniketan in West Bengal.

Fuani Marino
 
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