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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Al Madre il doppio senso dei nuovi video britannici - 24/05/2007

«You have been not honest», inaugurazione con festa

«You have not been honest», ovvero «Non sei stato onesto», è il titolo dell’allestimento costruito con film e video contemporanei provenienti dal Regno Unito. La «visione» sarà possibile da stasera alle 19 fino al 24 settembre al Madre di Napoli. La rassegna, curata da Colin Ledwith e Polly Staple, è stata prodotta dal British Council, l’istituzione per la diffusione della cultura britannica nel mondo, in collaborazione con il museo di Donnaregina. Dove intorno alle 22.30 ci sarà anche una grande festa per salutare l’evento. Gli artisti selezionati sono Pablo Bronstein, Duncan Campbell, Phil Collins, Luke Fowler, Ryan Gander, Roger Hiorns, Simon Martin, The Otolith Group, Rosalind Nashashibi e Lucy Skaer, Margaret Salmon, Mark Aerial Waller e Cathy Wilkes.La manifestazione propone il lavoro di una generazione di artisti contemporanei che utilizzano la forma documentario e il film narrativo con fini spesso sorprendenti. Si va infatti dal coinvolgimento dello spettatore in uno spazio personale, che mette insieme cinema, filmati amatoriali, notiziari e immagini di repertorio, alle prospettive narrative che sembrano obiettive, divertendosi a confondere i confini tra le verità filtrate dalla telecamera e la realtà effettiva. «You have not been honest» è un refrain tratto dal film «P.S.», realizzato nel 2002 da Margaret Salmon. E, come tutti i film della mostra, è al tempo stesso documentario e fiction. Perchè sincerità, onestà e falsità sono i concetti presenti in questi film, dall'impulso narrativo all'espediente estetico e al testo parlato. Per alcuni di questi artisti il film-making non rappresenta l’attività principale; introducono quindi influenze diverse nella loro esplorazione della capacità del film e del video di giocare con lo spazio e con il tempo, con il suono e con l'immagine in movimento. Le opere dei 12 artisti selezionati seguono l’itinerario di un allestimento che, dall’interno del museo, conduce in uno spazio inedito del Madre, la chiesa gotica di Donnaregina. La varietà di voci, tecniche e approcci mostra chiaramente l’avvento di una nuova generazione di artisti inglesi, successiva alla Young British Art.

Stefano de Stefano
 
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