Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Il «Werther», finalmente - 22/05/2007

Applausi al San Carlo per l’opera di Massenet

Quale migliore risposta ad ogni eventuale screening qualitativo sul Teatro San Carlo, in termini di programmazione e potenziale d’investimento vantato grazie ad una professionalità tecnico-artistica assoluta, del bellissimo «Werther » di Massenet in scena con entusiastico successo dopo il buco della «prima» a partire dal turno F di domenica pomeriggio. Spettacolo d’importazione (l’allestimento è dell’Opera di Francoforte, firmato da Willy Decker, con scene e costumi di Wolfgang Gussmann e qui rimontato da Johannes Erath), è vero, maspettacolo con cast quasi totalmente italiano, messo in piedi dalle compagini sancarliane e di rara coesione fra la straordinariamente moderna visione registica e la resa drammaturgico-musicale rilevata nell’occasione partenopea. Teatro stracolmo e pubblico consapevolmente plaudente. Al di là di un impatto registico-visivo di massima efficacia con minimi mezzi, sarebbe bastato ad incantare chiunque l’ascolto dal vivo di una sola frase musicale forgiata con tanta sincerità di passione (è il caso del Werther finalmente giovane quanto mediterraneo del bravo ed osannato tenore spagnolo José Bros), o semplicemente il miracolo di plasticità psicologica scolpita fra mille sfumature dinamiche dall’ottima Sonia Ganassi nel ruolo della combattuta Charlotte. L’impianto scenografico, si è detto, si rivela unico ed essenziale: blu cobalto dominante, una sorta di camera ottica in bilico per l’interno borghese con relative convenzioni, orlo sospeso sul mondo solitario dell’illusione e dell’anima. Si va ben oltre la patina sentimentale e decorativa dell’opéra-lirique, quindi, per saldare con dotto e folgorante legame l’ideologia preromantica goethiana ad una visione drammaturgica più vicina al nostro sentire. Regia perfetta, dunque, d’autore, cui si aggiungono i meriti di tutti gli artisti in campo: intensi quanto rigorosi i protagonisti Bros e Ganassi, efficacissima vocalmente e scenicamente la Sophie di Donata D’Annunzio Lombardi, arguta la coppia Schmidt-Johann (Pietro Picone e Andrea Porta) giocata simmetricamente e quasi sbozzata a china, bravo come sempre Enzo Capuano (le bailli) ex professore di chimica dal buon talento lirico e più che lodevole il lavoro delle voci bianche preparate e dirette con cura da Stefania Rinaldi. Impeccabile e con sfumature espressive di rara trasparenza, infine, il tributo dell’Orchestra del San Carlo, nell’occasione diretta da Yoram David.

Paola De Simone
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale