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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
De Sica, un musical per conquistare Napoli - 15/05/2007

All’Augusteo la prima dello spettacolo scritto da Costanzo e Vaime

Debutta stasera all’Augusteo di Napoli «Parlami di me», ilmusical interpretato da Christian De Sica e scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime. De Sica sarà sul palco con un balletto di otto ragazze e quattro attori, fra cui il suo amico di sempre Paolo Conticini. De Sica, si sente tranquillizzato dal successo già ottenuto a Salerno? «Per nulla, sono sempre emozionato. All’Augusteo, poi, non ho mai recitato. Tuttavia essere al Verdi di Salerno è stato emozionante poiché la mia famiglia è originaria di lì. Mio padre per un caso è nato a Sora. A Salerno c’è anche una strada — via Ottavio De Sica — dedicata ad un mio avo. Ho trovato un pubblico affettuoso e spero che sia un buon viatico per Napoli, la città di Totò, di Troisi. Come dice Fiorello, i napoletani sono un pubblico esigente, che mette paura anche agli attori più scafati». Il musical è un genere che lei ha già portato a Napoli. «Quattro anni fa, al Diana, con lo spettacolo su musiche di Gershwin. Spero di bissare quel successo. Ora però si tratta di una cosa differente». Ha scelto lei Costanzo come autore? «Dovevo qualcosa a Maurizio, è stato il mio primo autore. Mio padre era appena morto e lui scrisse per me una trasmissione televisiva di grande successo. Insomma, mi ha scoperto poi non ci siamo più visti, fino a quando lo scorso anno sono andato a fare una ospitata da lui, per presentare un film: così è nato "Parlami di me", scritto anche da Vaime, altro napoletano». Lei ha anche molti amici napoletani. E’ realmente legato a questa città? «Ho molti amici, fra cui Annalisa De Paola che sta organizzando una festa per tutta la compagnia dopo la prima. Tutta la mia vita è legata a Napoli dove venivamo con mio padre che qui sognava di possedere un appartamento. Dopo anni ho acquistato una casa,maa Capri. Papà diceva che i napoletani si vendono la tv per portarti fuori a cena». A proposito di tv, è una sua scelta farne poca? «Io, mio cognato Carlo Verdone, lo stesso Troisi, siamo venuti di lì, poi passati al cinema. Per un po’ è stata come l’avanspettacolo. Oggi è un mezzo che ti dà una esposizione eccessiva. Il teatro poi dà grandi soddisfazioni: questo è il primo spettacolo d’Italia come incassi e critiche». Lei ha una spalla fissa, Conticini. «Da anni lavoriamo insieme, mi piace avere persone sicure vicino: Boldi per 22 anni, Parenti, De Laurentiis...». A proposito, oggi c’è una partita decisiva per il Napoli... «Io sono un po’ la mascotte della squadra da quando De Laurentiis per la prima partita mi portò a fare un giro di campo. Spero che la mia presenza in città sia un buon auspicio».

Anna Paola Merone
 
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