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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Il Concerto italiano di Alessandrini tra l’Haendel strumentale e vocale - 13/05/2007

Il famoso gruppo stasera alla Chiesa di Santa Caterina da Siena

Fra i vanti dell’Italia musicale degli ultimi anni, riconoscibili nella coincidenza fra l’efficace resa qualitativa delle esecuzioni e l’arguta promozione d’immagine sul mercato sia produttivo che discografico, svetta la repentina impennata di alcuni ensemble dediti al repertorio barocco il cui primato, in ambito canoro di matrice teatrale e in lingua italiana, dovrebbe almeno spettare a noi per origini e fasti riconosciuti all’epoca in tutte le corti illuminate d’Europa. A riportare in auge quel dorato primato delle partiture sei e settecentesche, tra l’altro modernamente fuori dai contesti di nicchia, sono operazioni - tutte lodevolissime e da sostenere ulteriormente - che portano nomi precisi: Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, Montis Regalis e Alessandro De Marchi, Concerto Italiano e Rinaldo Alessandrini, Cappella della Pietà de’ Turchini e Antonio Florio, accanto ad una pletora di ottime quanto giovani voci. Particolarmente significativo ci appare, pertanto, l’incontro inedito (da non perdere, oggi alle 19,30) presso il Centro di Musica Antica del rinomato Concerto Italiano diretto dal fondatore Alessandrini, ospite un paio di mesi fa a Sant’Elmo per la Scarlatti con un programma di scuola napoletana, di cui si cita almeno il modello dalla cifra assoluta a segno con lo Stabat a dieci voci dello Scarlatti figlio. Dunque, per la prima volta, l’ensemble entra nella stagione della Pietà de’Turchini, con un itinerario sonoro articolato fra l’Haendel strumentale e l’Haendel vocale dei Duetti e Terzetti: un’occasione preziosa, che lascia affiorare le peculiarità melodiche ed espressive di uno stile da sempre esportato e per lo più apprezzato all’estero, ma valorizzabile appieno (pensiamo se non altro all’intelligibilità del testo in stretta relazione con gli "affetti" e con gli artifici poetici oltre il mero virtuosimo) se a darvi forma sono musicisti e cantanti italiani. Ben vengano in campo quindi, la ricerca espressiva e gli strumentisti di Alessandrini, le voci di Anna Simboli, Monica Piccinini (soprani) e di Furio Zanasi (baritono).

Paola De Simone
 
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