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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Cristicchi: voglio svegliare la sensibilità - 06/05/2007

Domani il concerto del cantante romano all’Acacia

Ormai il tour di Simone Cristicchi si è trasformato in una (giusta) crociata contro l’indifferenza. Non farà eccezione il suo passaggio di domani per Napoli dove si esibirà alle 21 al Teatro Acacia. Il vincitore dell’ultimo festival di Sanremo, autore di un documentario sullo stato delle cose sui centri d’igiene mentale, domani mattina sarà presente alle 11 alla proiezione del suo filmato nell’Aula Magna del II Policlinico della Università Federico II. Ci saranno un breve intervento di Sergio Piro ed uno del cantante. «Sento che c’è un bisogno di parlare di questo argomento - dice Simone Cristicchi - ci sono persone che soffrono e che mi chiedono aiuto. I malati di mente, i loro parenti, i loro amici. Così ho voglia di fare qualcosa e quindi continuare su questa strada». Ma la sua attività come può migliorare la situazione di questi malati? «Sensibilizzando le persone. Proiettiamo un documentario che ho girato due anni fa quando non mi pensava nessuno. Grazie alla popolarità guadagnata a Sanremo posso provare a far capire delle cose a molte più persone di prima». Il malato di mente nella percezione della gente è un individuo soprattutto fastidioso... «E’ questo lo scalino più duro. Il pregiudizio che si ha dei malati. Dal 1978 sono passati quasi 30 anni. Le strutture sono cambiate, ma le pareti ed i muri nella testa delle persone sono rimasti intatti. Ho ricevuto molte lettere di gente che ha capito e si è data al volontariato. Qualcuno si è risvegliato e si è accorto che uno di quei centri era proprio dietro casa sua. Ma la sensibilità di tutte le persone andrebbe risvegliata...» Non è uno dei momenti più adatti. Questi sembrano i tempi del disimpegno totale. «Non ho scelto io di cantare ora. È capitato ». Com’è strutturato lo spettacolo? «Come il teatro canzone di Giorgio Gaber. Monologhi, qualche canzone, qualche filmato. Io faccio la parte di un matto che racconta delle cose. E’ uno spettacolo commovente ma anche divertente. Ho cercato di bilanciare le due parti per non renderlo troppo angosciante». Lei ha partecipato anche al festival di Gaber? «Mi sono classificato tra i primi cinque ». Ma ha vinto il Premio Carosone... «Infatti. Mi ha portato fortuna. Mi presentai con "Vorrei cantare come Biagio Antonacci" e devo dire che gli organizzatori sono stati i primi a capire che non era un disco per l’estate ma c’era una vena di ironia amara sulle possibilità che hanno i piccoli artisti di poter avere successo». Lei disegna fumetti ed è stato allievo di Jacovitti... «Si è vero. Ero giovane. E’ stato un vero maestro per me. Mi disse un giorno che dovevo smettere imitarlo e di tornare da lui sono quando avessi trovato un mio stile personale ». E quali sono le sue basi in fatto di musica? «Il primo disco dei Doors e Nevermind dei Nirvana. Strano vero? Solo dopo sono passato ai grandi cantautori italiani».

Biagio Coscia
 
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