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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
I pusher di «Office» in discoteca - 27/04/2007

Da stasera all’Elicantropo il testo di Shan Khan

«Trasformerò l’Elicantropo in una discoteca, con la gente seduta al centro della scena. Sperimento così un contatto ravvicinato, di circa un metro, fra attore e spettatore». Carlo Cerciello squarcia un velo sul suo nuovo spettacolo, «Office» dell’anglopakistano Shan Khan, in scena da stasera (e per un mese) nel caveau di vico Gerolomini. «La scelta di questo titolo - spiega il regista - è legato alla vittoria del Premio Ruccello nel 2007, con "Noccioline". Il direttore artistico Gerardo D’Andrea ci suggerì questo testo, per presentarlo l’anno dopo a Positano». Che anche quest’anno è in forse nonostante il successo delle precedenti edizioni. «C’è una delibera del Comune di Positano - precisa D’Andrea - che chiede un contributo alla Regione. Aspettiamo fiduciosi. Certo sarebbe un gran riconoscimento consentire ai ragazzi premiati lo scorso anno di presentare "Office" sul nostro palcoscenico estivo». Il testo di Kahn è ambientato a Londra alla fine degli anni ’70. «L’azione - prosegue Cerciello - nell’ originale è una cabina telefonica inglese, in cui due puscher svolgono il loro "spaccio". Lo fanno per sopravvivere, vendendo a due/trecentomila lire a dose, in una dimensione brechtiana con sfruttatori e prostitute umili. Riprenderli oggi sarebbe anacronistico, specie dopo aver letto "Gomorra", in cui Saviano spiega l’attuale traffico di stupefacenti». Si spiega così il trasferimento della storia all’ombra del Vesuvio. «Il problema oggi ci è molto più vicino di quanto si possa immaginare. E nelle discoteche, senza demonizzarle, si smercia e si consuma, per sballare grazie alla fusione fra droga e ipnosi musicale ». Ai due spacciatori, simili nel look, alla prostituta rumena e allo sballatone, il regista ha aggiunto le comparse di Kahn: un politico, la fidanzata e una cantante. Che confermano la confusione interclassista creata dalla cocaina.

Stefano de Stefano
 
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