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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Pierrot russo tra il pubblico - 25/04/2007

Al Mercadante ancora una doppia fila di sedie sul palco

«Lunga, la strada. Chi era Aleksandr Vertinskij?» è il titolo dello spettacolo che debutterà domani al Teatro Mercadante di Napoli. In prima nazionale assoluta, sarà a un omaggio a un grande protagonista del teatro musicale europeo della prima metà del ‘900. Che rivivrà in scena, grazie ai costumi disegnati da Rocco Barocco e alle canzoni, la musica e la poesia restituita al pubblico da Mauro Gioia, che da raffinato interprete del teatro musicale degli inizi del secolo scorso si trasformerà nel geniale e chiacchierato chansonnier russo scomparso nel 1957. Accanto a lui Donatella Finocchiaro, l’affascinante e brava attrice siciliana, protagonista di «Angela», il film sulla mafia palermitana vista attraverso una storia d’amore trasgressiva diretto da Roberta Torre, e ancora di «Perduto amor» di Franco Battiato e «Il regista di matrimoni » di Marco Bellocchio, per il quale è in corsa ai Nastri d’Argento 2007 come Migliore attrice protagonista. A completare il cast anche lo stesso autore Paolo Nori e il musicista Fabrizio Romano. Le luci sono di Cesare Accetta, le scene sono dell’artista Mariangela Levita, la regia è di Gigi Dall’Aglio. L’allestimento - come sempre più spesso accade con gli spettacoli dello Stabile - prevede la distanza ravvicinata, con la sistemazione del pubblico sul grande palco del teatro, disposto su due file circolari di sedute, a chiudere lo spazio e l’azione scenica. «La vita di Aleksandr Vertinskij - ha spiegato ieri mattina lo scrittore e slavista Nori, al suo primo impegno drammaturgico - potrebbe essere usata come sintesi della storia russa della primametà del ventesimo secolo, c’è tutto: la miseria, l’orfanotrofio, il teatro, la gloria, la guerra, la rivoluzione, l’Ucraina, i tedeschi, l’emigrazione, la Francia, l’America, il medio Oriente, i night club, Stalin, il ritorno, l’Unione Sovietica, la diffidenza, la morte, la gloria postuma e il mistero ». Celebrato prima in patria, poi in occidente, a Parigi, New York e Londra, Vertinskij fu ribattezzato il Pierrot russo. «La poesia di Vertinskij - conclude Mauro Gioia - la sua musica, il suo canto, ritornano oggi in occidente sullo sfondo di questo spettacolo, nel quale l’epoca e i luoghi dell’artista si intrecciano con la nostra epoca e con i nostri luoghi». Per il limitato numero di spettatori consentito, si consiglia la prenotazione alla biglietteria del teatro.

Stefano de Stefano
 
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