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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Venuti e la chitarra: come Murolo - 18/04/2007

Il concerto «solo» del cantautore al Mediterraneo

Arriva dalla Sicilia Mario Venuti che questa sera al Teatro Mediterraneo chiude la rassegna «Musichedaltrevoci». Un concerto «unplugged» si sarebbe detto negli anni ’90 nel quale il cantante, voce dei mitici Denovo, si esibisce da solo, armato di chitarra eacustica, anche se ci sarà un ospite a sorpresa. «Infatti - conferma Venuti - ho invitato a cantare con me Joe Barbieri, che è un mio caro amico napoletano e che fa il cantautore». Non è rischioso un concerto suonato tutto da solo? «Non direi rischioso. Forse impegnativo. Poi sono contento del fatto che suonerò in un teatro. In un club sarebbe stato "pericoloso", nel senso che c’è sempre qualcuno che non è interessato a quello che sta succedendo sul palco». Mi riferivo alla semplice chitarra acustica dopo un tour con archi, fiati e percussioni… «Ma proprio i vostri Murolo e Pino Daniele hanno insegnato a tutti che una chitarra suonata bene, una canzone melodicamente ed armonicamente ricca, può portare molto più lontano di una intera orchestra». Come sta andando il tour solitario? «Direi bene. Dopo il concerto chiedono il cd suonato solo con la chitarra, che però non c’è. Dovrei fare come Elio e le storie tese ed i loro cd brulé, fatti al momento ». Lei è considerato un cantautore «sofisticato », si riconosce nella definizione? «Ma no. Non vorrei proprio essere uno snob. Certo sono un outsider ma non per mia volontà. Ho seguito un percorso chemi ha portato fino a qui.Ma non voglio essere considerato come uno raffinato a tutti i costi». Da dove arriva la sua cultura musicale? «Beatles, Genesis, Bowie. Negli anni cambiavo. Poi Lou Reed ma anche Paolo Conte, Battiato, Xtc, Prefab Sprout e poi Caetano Veloso ed i tropicalisti…». Non c’è da meravigliarsi allora… «Effettivamente. Ma poi si cambia per questo ho pensato, dopo l’uscita del cd "Magneti" ed il tour con l’orchestra, di propormi da solo». Qual è il futuro dei cantanti pop? «Non lo so. Io ho l’ipod ma compro ancora molti cd. Suono molto dal vivo perché forse è proprio questo il futuro della musica pop».

Biagio Coscia
 
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