Campania
Puglia
Economia
 
Home
Storia
Iniziative
Rubriche
Contatti
 
Annunci legali
Meteo
Info traffico
Trova lavoro







   
 
 
 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Pizzi: la mia opera massacrata - 15/04/2007

Il regista di «Elegy» contesta i due intervalli e scrive a Lanza Tomasi

Il regista di «Elegy for young lovers », Pier Luigi Pizzi, non ha assistito alla prima dell’opera in scena al San Carlo di Napoli, perchè il suo lavoro è stato, a suo dire, «massacrato» dalla decisione di dividere la rappresentazione in tre atti. In una lettera indirizzata al sovrintendente del Massimo napoletano, Gioacchino Lanza Tomasi, il regista, scenografo e costumista dell’opera di Hans Werner Henze, che è andata in scena al San Carlo con due intervalli, per una protesta sindacale, ha scritto: «Un successo che poteva essere pieno, totale, lo è stato solo a metà, perchè ha fatalmente patito della progressiva e prevista diserzione del pubblico. Chi ci ha rimesso, ed è un peccato, è stata soprattutto l’opera. Ma a chi ha provocato l’incidente questo non importava». Sulla decisione, definita «vile», Pizzi commenta: «Non mi sono state fornite spiegazioni convincenti. È un disonore per un teatro glorioso come il San Carlo. Una decisione che disprezza la dignità degli artisti, che non rende giustizia all’ingegno dei lavoratori onesti. Vergogniamoci: l’arte e la cultura vengono ancora una volta umiliate dall’arroganza dei cattivi politici». Secondo il regista la prova generale di «Elegy for young lovers » si è svolta in un clima assolutamente sereno: «La fine dell’opera è stata salutata da un applauso convinto, nessuna perplessità è stata espressa. Poi, improvvisamente, al momento di partire per Napoli, una telefonata del direttore artistico, Alessio Vlad, mi ha gelato, annunciandomi la decisione di eseguire l’opera con due intervalli. Naturalmente ho annullato il viaggio per non mortificarmi davanti al mio lavoro così brutalmente massacrato ». La decisione di eseguire «Elegy for young lovers» senza pause, si apprende, era maturata durante le prove al teatro delle Muse di Ancona: «Ne parlai a Vlad che la condivise subito - scrive Pizzi -. Mi ero convinto che questa musica e questo testo, così difficili da penetrare, perchè densi di grandi valori poetici, non potessero essere interrotti per non perdere mai la concentrazione necessaria a coglierne la profondità, a capirne ogni significato. Il pubblico anconetano ci confermò con uno strepitoso successo, che la nostra scelta era giusta, tu Gioacchino - rivolgendosi al sovrintendente Lanza Tommasi - nell’invitarci al San Carlo, ci assicurasti di volerlo eseguire nello stesso modo: è bastato un sussurro per mandare tutto all’aria», conclude la lettera di Pizzi.
 
OSSERVATORIO SULLA CAMORRA
Racket a Napoli: ''Troppa omertà nei quartieri borghesi''
CLICCA QUI
 
Osservatorio sulla camorra | Storia | Iniziative | Rubriche
Edizione Campania | Edizione Puglia |Corriere Economia
Servizio meteo | Info traffico | Trova lavoro
P. Iva 06890970632 editoriale del mezzogiorno srl Realizzato da D&D - Dinamica Digitale