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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Claire Fontaine, «interview» contro la violenza - 13/04/2007

A Napoli il collettivo neodada parigino rievoca il G8 di Genova

Si intitola «Claire Fontaine interview » l’appuntamento con la giovane arte europea che si svolgerà stamattina alle 11 nella Galleria dell'Accademia di Belle Arti di Napoli. L’incontro, che è curato dalle docenti Aurora Spinosa e Adriana De Manes, sarà coordinato da Luigi Giovinazzo, responsabile di «EXPOSITO - Osservatorio Giovani Artisti Napoli». Perchè Claire Fontaine è un collettivo fondato nel 2004 che vive e lavora a Parigi. Dopo aver tratto il suo nome da una popolare marca francese di quaderni scolastici, Claire Fontaine si è dichiarata con empito tutto neodada «artista ready-made». La sua nascita e il suo sviluppo si svolgono infatti tra le macerie dell’autoralità, in cui vengono sperimentati protocolli collettivi di produzione, détournement, e dispositivi per sovvertire il ruolo socio-politico dell’artista. Inoltre il collettivo si muove attraverso una versione neo-concettuale che spesso rimanda al lavoro di altri artisti. Un modo per trasformarsi in «singolarità qualunque» e in agente del «terrorismo esistenziale», a partire dall’impotenza politica e dalla crisi della soggettività che caratterizza l’arte attuale. Tra le sue principali mostre collettive vanno ricordate quelle dnel 2006 allo Sculpture Center di New York, al Museion di Bolzano e del CAPC di Bordeaux. Tra le personali più recenti, invece, «Footnotes on the state of exception», al Reena Spaulings Fine Art di New York e «Téléphone Arabe» all’Air de Paris, entrambe a inizio 2007. Il meeting dell’Accademia farà da apripista anche ad una mostra napoletana, «Taccuini di Guerra Incivile », divisa in due parti. La prima sarà inaugurata domani alle 19, e resterà aperta fino al 26 maggio presso la galleria T293 di Paola Guadagnino e Marco Altavilla, in piazza Amendola 4, mentre la seconda sarà visitabile a partire da domenica alle 11 e fino al 5 maggio nella altra sede della galleria in via Tribunali 293. Questa prima personale italiana di Claire Fontaine esplorerà i punti ciechi della percezione politica e sensoriale dei conflitti in corso in questi ultimi anni. Il lavoro del collettivo si presenta come un effetto collaterale delle informazioni confuse che ci raggiungono da diverse parti del mondo e dell'inquietudine che esse provocano e che nessuna traduzione o spiegazione può calmare. La sede di piazza Amendola è illuminata da Visions of the world (Italy) e Visions of the world (Milan- Genova), due light boxes che evocano le pubblicità presenti nelle stazioni e nelle metropolitane. Le immagini fanno riferimento alle manifestazioni del 2001 svoltesi durante il G8 di Genova. Acui rimanda anche la scritta circolare realizzata con il fuoco sul soffitto della galleria e intitolata «20.07.2001 Genova, io c'ero», un testo che apparve nell’estate del 2001 sulle magliette autoprodotte dai carabinieri che parteciparono agli scontri del contro-vertice. Sul pavimento si trovano delle sculture di mattoni rivestiti con copertine che alludono al dubbio sulle possibilità di resistenza intellettuale contro la violenza. «Ibis redibis non morieris in bello» è una scultura di neon esposta nella sede di via Tribunali che a intermittenza trasmette il doppio messaggio: «Andrai in guerra, tornerai, non morirai» e «Andrai in guerra, non tornerai, morirai», eco attuale degli ambigui vaticini della Sibilla Cumana.

Stefano de Stefano
 
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