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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Nitsch, appunti in attesa del museo - 12/04/2007

L’inaugurazione nel 2008 all’ex centrale elettrica Bellini

In attesa che il museo a lui dedicato, che Peppe Morra sta insediando nell’edificio della Stazione Bellini, l’ex centrale elettrica della zona di Pontecorvo all’Avvocata, Hermann Nitsch sarà ospite ancora una volta della Fondazione di Palazzo dello Spagnuolo. In programma un evento, come spesso accade con l’artista austriaco, a cavallo fra linguaggio visivo e performativo. Si intitola infatti «Relitti-122. Aktion- Burgtheater, Vienna» e sarà inaugurato domani alle 19 nella sede della Fondazione Morra in via Vergini 19 a Napoli, dove sarà visitabile fino al 30 settembre. «Il teatro - come scriveva Antonin Artaud - è uno straripamento passionale, uno spaventevole transfert di forza dal corpo al corpo». Perchè, come aggiunge Meneghelli parlando proprio di Nitsch, «In principio (nel ’60): (v’era) delirio sul bordo del pennello, sul bordo della goccia. Fiotto di colore, che sveglia lo spazio della tela, con forza vitale, erotica, sfrenata». Nel lavoro dell’artista austriaco, infatti, l’originario candore della tela si trasforma in sudario, in lenzuolo religioso e accogliente, diventando «mensa sacra» del martirio e poi memoria del sangue versato. «Un rosso - aggiunge ancora Meneghelli - che non è più colore ma traccia del corpo, documento del «dio-animale» ucciso». Si condensa in queste parole la poetica del discusso performer, più volte attaccato dagli animalisti per i suoi rituali catartici e sacrificali. Accuse dal cui Nitsch si è sempre difeso rivendicando a sè una pura adesione ai tragici modi della realtà. Che peraltro prova a raccontare attraverso una «Gesamkunstwerk » (ovvero un’opera di arte totale) all'interno di un teatro pubblico. E’ accaduto nel novembre 2005, per una pièce della durata di nove ore consecutive, all’interno degli spazi del Burghtheater di Vienna: il Teatro - l’Orgien Mysterien Theatre del Maestro austriaco - si è così messo in scena nel Teatro. Era la 122. Aktion, una rappresentazione i cui relitti saranno esposti nelle sale della Fondazione Morra. Ed insieme alle barelle e alle tele, accompagnate da file simmetriche di zollette di zucchero e fozzoletti di carta, classici «elementi purificatori» usati da Nitsch, anche le cinque lance adoperate come strumento per ferire le mani, il costato e i piedi della vittima sacrificale. Così come accaduto al Cristo crocifisso. Inoltre sarà proiettato in modalità loop, su una parete di 5 metri x 5, il video dell'azione da cui la mostra è tratta. I relitti di Hermann Nitsch provengono direttamente dagli eventi azionistici e sono considerati essi stessi un’azione.

Stefano de Stefano
 
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