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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Eduardo secondo Gleijeses - 10/04/2007

Al Diana «Io l’erede» di De Filippo

«Si piange e si ride in una stessa battuta a distanza di una riga », racconta Geppy Gleijeses, protagonista di «Io, l’erede» questa sera al teatro Diana. «È la genialità di certo teatro napoletano, in particolare quello di Eduardo ». Quello stesso Eduardo con cui Gleijeses ha lavorato da giovanissimo, tanto da essere considerato un «eduardiano doc». Lo spettacolo, diretto da Andrée Ruth Shammah, è uno dei più grandi successi delle ultime stagioni teatrali. Un’opera inusuale per De Filippo, che rimane comunque legata alla tradizione. La versione che debutta stasera a Napoli si giova di un cast che funziona bene, con Leopoldo Mastelloni e Umberto Bellissimo, Marianella Bargilli, Margherita Di Rauso, Antonio e Ferruccio Ferrante, Gabriella Franchini. «È la storia di un ragazzo abbandonato che torna a casa dopo molti anni - racconta Gleijeses - e che come eredità ha il ruolo che rivestiva il padre in una famiglia di benefattori che lo aveva ospitato». Un meccanismo per parlare di sentimenti? «Direi una situazione pirandelliana a metà. Un modo per dare uno spaccato grottesco per parlare di certa carità pelosa che a molti serve per lavarsi la faccia...» Il suo Ribeira è un personaggio comico? «Ludovico Ribeira non ride mai. Ma fa ridere. È un po’ come Buster Keaton. Una "tomità" fulminante, una follia lucida che alla fine costringe la famiglia ricca e marcia che lo ospita a scoprire le carte». Si è parlato di organizzare un festival del teatro a Napoli, qual è la sua idea? «Mi sembra buona.Manon mi pare che ci siano grandi drammaturghi anche se viviamo in una città dove tutti gli attori si sentono primi attori, e quindi anche autori e tutto il resto. Qui non siamo in grado di fare un gioco di squadra. Come ha detto spesso anche Enzo Moscato: è il pubblico che decide chi è il drammaturgo. Ho sentito però parlare di un ragazzo, credo si chiami Borrelli, in grado di scrivere cose stimolanti. Vedremo». «Io l’erede» sarà in scena fino a domenica 22 aprile.

Biagio Coscia
 
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