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 ARTICOLO - Prima pagina (Campania)
  Via radio le dediche-minacce dei clan - 28/02/2007

Dalla comunicazione agli affari: cosa raccontano pentiti e intercettazioni

La comunicazione al tempo dei nuovi boss. Minacce camuffate da dediche trasmesse alla radio da inconsapevoli network: «Un saluto a Giovanni e Peppe, due tracchi sparati». Tradotto, vuol dire che quei due ormai sono bruciati. Dalle intercettazioni e dalle deposizioni che hanno portato al blitz dell’altro ieri viene fuori di tutto. Pure la reazione degli interessati a quel sinistro messaggio radiofonico: con la promessa di replicare l’indomani con un’altra «dedica». Saltano fuori altri affari, altri settori in cui la camorra, inaspettatamente, c’è. Articoli da cancelleria, per dire: agendine, penne e calendari prodotti da una società del Vesuviano e imposti ai negozianti. E, come ogni impresa, anche la camorra premia i dipendenti fedeli. Uno racconta che gli fu proposto «un viaggio di piacere in Brasile». Lì per lì non capì che il regalo era vero, e rifiutò: «Pensavo volessero uccidermi».

Abate
 
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