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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Cronaca al «Presente indicativo» - 11/01/2007

Teatro, rassegna all’Elicantropo e al Pozzo e il Pendolo

Compie due anni la rassegna «Presente indicativo», presentata ieri a Palazzo San Giacomo e al via stasera al Teatro Elicantropo, per quanto riguarda la sezione teatrale. Perchè l’appuntamento ideato dall’attrice Tina Femiano e dal drammaturgo Mario Gelardi, con la consulenza della giornalista Conchita Sannino, si divide fra performance e momenti di discussione (che si svolgeranno a al Pozzo e il Pendolo) provando ad accendere uno spot sulla dura realtà della cronaca napoletana (e non solo). Un modo cioè per parlare a mente fredda, e con più spunti di riflessione su quella «vita reale», consumata a «febbre alta» e frettolosamente, come sottolineato dagli organizzatori, sulle pagine dei giornali o dagli schermi delle tivù. «Il successo della scorsa edizione - ha spiegato la Femiano - ci consente di andare avanti e di ottenere anche il sostegno, per ora morale, dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, e a quello alle pari opportunità del Comune di Napoli. Anche perchè questo sarà l’anno europeo per le pari opportunità, ed anche noi daremo spazio a storie di donne raccontate da donne». Come detto si parte stasera all’Elicantropo con «Auti nostro», calciatori fuori campo, un reading tratto dall’omonimo libro del fotografo Ciro Fusco. Domani, sempre all’Elicantropo toccherà a «Morire di pace», la storia di Stefano Melone, il militare morto a causa dell’uranio impoverito respirato durante il proprio servizio, la cui vicenda sarà ricordata dalla moglie Paola, intervistata a fine spettacolo. Il 13 e 14, andrà in scena «Figlio del tricolore» un adattamento di Antonello Cossia, tratto da «Contadini del Sud»» di Rocco Scotellaro e da «Processo all’articolo 4», legato alla vicenda di Danilo Dolci, alla testa delle occupazioni delle terre in Sicilia. Al Pozzo e il Pendolo, il 15 gennaio ci sarà invece «La ferita», ovvero autori contro la camorra, con testi di Fortunato Calvino, Roberto Russo, Mario Gelardi, Giuseppe Miale, Giovanni Meola e Roberto Saviano, quest’ultimo ovviamente in «contumacia» per le note ragioni di sicurezza. Serata conclusa da Lucio Di Pietro, procuratore antimafia aggiunto, che ricorderà la figura di Matilde Sorrentino, la donna uccisa a Torre Annunziata per aver denunciato gli abusi di alcuni uomini ai danni del figlio. E ancora «Groppi d’amore nella scuraglia» di Tiziano Scarpa il 16, «Le donne di Valeria Parrella» il 17, «Esta bien» di Milena Costanzo il 18, «Nemmeno il dolore» con Adele Parrillo il 19 e «Antica Babilonia» il 20 e 21» diretto da Roberto Azzurro.

Stefano de Stefano
 
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