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 ARTICOLO - Spettacoli (Campania)
 
Scampia e i rom a Locarno «Sotto la stessa Luna» - 29/07/2006

L’unica pellicola partenopea in concorso è di Carlo Luglio Una produzione Figlidelbronx. Antonio Capuano in giuria

Il ricco programma del Festival Internazionale del Film di Locarno (2-12 agosto) comprende anche un paio di storie d’amore, tra un ragazzo rom e la «femmina» di un boss napoletano e tra un ex-galeotto ed una giovanissima zingara sullo sfondo della periferia del business della droga e dei campi immigrati, Scampia. Si tratta dell’unico film partenopeo in concorso, quel Sotto la stessa Luna di Carlo Luglio (seconda opera lunga, dopo Capo Nord) sino ad ora distribuito in forma privata o attraverso circoli culturali e il teatro Mercadante. Un sistema «alternativo » di diffusione che, almeno a Napoli, ha fatto sì che il film sia stato stravisto. Ogni proiezione è stata un happening, con gli attori rivelazione come il rom Oliver (memorabile nelle riprese in cui guarda la donna del boss dal finestrino di una fuoriserie, cercando di venderle una rosa ma guadagnando solo una intensa occhiata clandestina di ricambio) o Franco Melone (che, smessi i panni di navigatore azzimato nei casinò di mezzo mondo, da sei anni presta la propria arte interpretativa al teatro d’avanguardia per Figlidelbronx) ma anche un’occasione per parlare di periferia con artisti come Gaetano di Vaio, Maurizio Braucci e Peppe Lanzetta, operatori culturali e parroci di «frontiera». E ora, Locarno. Il festival diretto da Frédéric Maire dà spazio al nuovo cinema. I due concorsi principali sono l’Internazionale e Cineasti del Presente. Il primo comprende 21 lungometraggi in prima mondiale e nella giuria c’è Antonio Capuano (La guerra di Mario). Cineasti del Presente invece riunisce 20 lavori che esprimono le nuove tendenze del contemporaneo e non hanno potenziale di diffusione. Tra i 12 registi italiani selezionati figurano Roberta Torre (Mare Nero), Enrico Pao (Jimmi della collina), Davide Maderna (Schopenauer) assieme a Carlo Luglio col film prodotto da Figlidelbronx (Luca Liguori, Gaetano Di Vaio, Dario Cortucci), gli enti locali ed il festival Periferia Immaginaria. Le riprese tra il 2004-2005: l’idea nasce dopo il barbaro assassinio dei giovani rom Goran e Mirko Radoseivic, avvenuto alla fine di giugno nel campo nomadi di Secondigliano. L’intera comunità fu costretta a fuggire la notte successiva, terrorizzata dalla malavita locale. La storia: la vita di due giovani rom nella periferia di Scampia sullo sfondo della faida camorristica si incrocia con quelle di un ex capo zona in via di pentimento e col gruppo del giovane boss emergente del clan vincente. Sono tutte vite ai margini, disperate, mosse dall’adrenalina di chi deve sbarcare il lunario confrontandosi con la dura legge della strada. Ed è inevitabile migrare, che si sia rom o bianchi, se si cerca una vita migliore. «È un film su Napoli — dice Carlo Luglio, classe ’67 — quella sconosciuta ai più. Scampia, quartiere dormitorio nato dopo il terremoto dell'80 e oggi supermercato della droga, territorio non dello Stato ma del "Sistema" (la Camorra). Il film racconta non tanto lo smarrimento, la paura e la violenza quanto la forza, la volontà, la ricerca di un po’ di luce in un territorio senza legge. C'è l'ex capo zona che ricomincia una nuova vita nel campo nomadi dove prima spacciava, sua nuova casama anche punto di partenza. Ci sono i nomadi, rom napoletanizzati ma ancora ricchi di valori e fieramente genuini, ultimi fra gli ultimi. Rom come Pavel e Oliver che vivono la stessa apartheid di altri campi in Italia e in Europa ma qui il "Sistema" semina morte e paura. E ci sono i nuovi e giovanissimi padroni del quartiere, su cui aleggia la paura perché qui qualsiasi cosa può accadere, perché non c'è regola o protezione. Anche i camorristi sono vittime. Sotto la stessa luna vivono di paura ed assenze. E il compositore Riccardo Veno ha studiato sonorità e rumori dei due mondi contigui, fondendoli in un solo corpo. Tutto ciò per puntare lo sguardo su uno scorcio di città e di umanità esclusa per definizione dal diritto alla sicurezza, al lavoro, alla promozione sociale, ai servizi essenziali ».

Luca Marconi
 
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