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 ARTICOLO - Spettacoli (Puglia)
 
«I miei film nascono dall’amore per un luogo» Wim Wenders ieri a passeggio per Bari vecchia - 20/07/2006

Il regista tedesco ha concluso la tappa barese di «Cinemadamare».

BARI—«La fase di lavorazione che preferisco quando faccio un film è quando il film non c’è ancora». Parola di WimWenders, ospite ieri a Bari dell’ultima giornata di «CinemadaMare », raduno di giovani registi italiani e stranieri. «I miei film nascono dall’amore per un luogo. Poi capisco che ci può essere una storia che solo in quel luogo può essere ambientata». Chissà quali storie potrebbero essere raccontate con una cornice come Bari vecchia. Il regista tedesco l’ha attraversata ieri al tramonto, con quella luce da cui dice d’essere sedotto. Nel corso della passeggiata, intermezzo tra una lezione di cinema in un gremito Fortino e l’incontro con il pubblico accorso a vedere Il cielo sopra Berlino in piazza Mercantile, in tanti hanno sperato in un colpo di fulmine. Un film di Wim Wenders girato a Bari non c’è, non ci sarà a breve (il suo prossimo lavoro sarà ambientato in Germania), ma non si può mai dire. L’amore è strano. Il passaggio di Wim Wenders a Bari lascia un augurio indimenticabile: «Il futuro del cinema è qui», formulato quasi scherzando contando le telecamere degli appassionati che intanto lo inquadravano. Il regista, nel corso della conferenza stampa, si dice «invidioso della n u o v a g e n e r a z i o n e d i film-makers» e annuncia che «la rivoluzione digitale è solo agli inizi». «Una rivoluzione molto più profonda di quanto si possa ancora immaginare, perché con le nuove apparecchiature cadono le barriere che impedivano ai giovani registi di esprimersi. Ora basta avere in mente un’idea valida per un film e mettersi al lavoro». Tanto che i suoi alunni riescono a fare un film al giorno e lui non riesce più a fermarli. Documentari per lo più, che per Wenders sono il futuro. Ma gli elementi della rivoluzione sono anche altri. «Ora nel cinema più soldi hai a disposizione, meno verità si possono dire». Parola di Wenders, autore di Buena Vista Social Club, girato con una telecamera digitale, senza produttore né finanziamenti. Ad ascoltarlo ci sono gli aspiranti registi che delle sue parole faranno tesoro. Sono i ragazzi che hanno partecipato a «CinemadaMare », il più grande raduno di giovani registi italiani e stranieri attraverso tutte le regioni del Sud Italia, a Bari per la seconda volta. Un successo straordinario, secondo gli organizzatori e l’assessore alle Culture del Comune di Bari Nicola Laforgia. Un’edizione degna dell’ospite che la conclude. «I suoi film incarnano i sogni di una generazione», dice Silvia Godelli, assessore regionale al Mediterraneo presentandone l’intervento, ma le generazioni sono più d’una. «Ci siamo innamorati guardando insieme Il cielo sopra Berlino », dicono due giovanissimi presenti. La giornata barese di Wim Wenders è proseguita nella basilica di San Nicola, poi in Cattedrale. L’assessore Laforgia, accompagnatore attento, scompare un attimo e torna con una ruota di focaccia. Il regista tedesco, a braccetto con la moglie Donata, gradisce e potrà dire di conoscere il sapore della città. Si guarda intorno e cerca scorci di luce, da immortalare con la sua reflex giapponese, rigorosamente analogica. «Se per il cinema il digitale è il futuro, per la fotografia il digitale è un pericolo», ha spiegato. Uno scatto sul sagrato della basilica di San Nicola, lì dove il sole baciava la pietra bianca e sullo sfondo il cielo azzurro. Domani Wenders sarà a Matera, ad aprire la tappa lucana di «CinemadaMare». Dall’incontro con la Murgia potrebbe nascere un nuovo amore.

Lorenzo Marvulli
 
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