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 ARTICOLO - Spettacoli (Puglia)
 
Jamiroquai, lunedì a Trani il principe del «white funk» - 01/07/2006

Con il concerto di Jason Kay e del suo gruppo incomincia la sfilata di stelle dell’estate pugliese

TRANI — Non vi meravigliate se, a Trani, Jason Kay metterà in testa il copricapo del bisonte. E’ il cappello, tra quelli solitamente indossati dal vivo, che ama di più. Perché è dalla sua passione per i pellerossa che è nato il nome Jamiroquai, con cui lunedì prenderà il via, sul piazzale dell’ex Monastero Colonna, l’estate tranese, rassegna che in cartellone annovera anche Burt Bacharach (10 luglio) e Caetano Veloso (22 luglio). Dietro il marchio funk che richiama gli Irochesi (la confederazione di tribù indiane del Nord America) e una parola (jam) che in musica vuol dire tante cose, ci sono oltre trenta milioni di dischi venduti e una collezione di automobili di lusso. Ma anche un passato difficile e turbolento da cancellare. Non le proprie origini. A Jason Kay, leader indiscusso dei Jamiroquai al punto tale da essere identificato col nome stesso della band, la musica nel Dna deve avergliela impressa la madre, Karen Kay, una cantante di jazz abbastanza conosciuta in Inghilterra negli anni Sessanta. Ma i totem del trentaseienne folletto di Stretford - che non ha conosciuto il padre e, forse anche per questo, non ha vissuto una vita sino a un certo punto da incorniciare - non sono diventati né Miles Davis né John Coltrane.Manon è molto difficile immaginare quali possano essere, se gli addetti ai lavori lo paragonano a un mix di Sly della Family Stone e Steve Wonder. Del resto nei dischi del principe del white funk riecheggiano sonorità (quando non direttamente i classici) della back music targata anni Settanta. Come nell’album che poco più di dieci anni fa lo lanciava definitivamente sul mercato europeo, The Return of the Space Cowboy, arrivato dopo il disco d’esordio Emergency on Planet Earth. Riferimenti epici e cosmici si ritrovano qua e là nei titoli dei suoi dischi: in A Funk Odissey, per esempio. Che a dispetto del titolo accoglie al suo interno anche sonorità latin, rock e club culture. Ma in quel momento, siamo nel 2001, è un’odissea anche l’esistenza di Jay Kay, nonostante le sue posizioni spiritualiste ed ecologiste. Il catalogo è quello standard di una rock-star: risse, spese folli, capricci da divo e molti flirt con bellezze del settore, tra cui Kylie Minogue. I Jamiroquai sono all’apice del successo. I tour si susseguono uno dopo l’altro. Le consacrazioni non si contano. Ma sono tanti anche i cali di tensione. Chi qualche anno fa ha assistito al concerto barese dei Jamiroquai, non conserva un bel ricordo. Forse perché il fenomeno aveva determinato attese superiori alla realtà. Da poco Jason Kay e i Jamiroquai sono tornati con un nuovo album, Dynamite, denso di groove ma anche di soluzioni elettroniche. Un album lanciato dal singolo Feels Just Like It Should e accompagnato da un lunghissimo tour continentale che lunedì sera proietterà Trani nell’Europa musicale.

Francesco Mazzotta
 
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