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 ARTICOLO - Cartellone (Campania)
 
Addio a Olimpia Di Maio, signora del palcoscenico - 13/06/2006

L’attrice, erede di una celebre famiglia di teatro, aveva recitato al cinema con Troisi e la De Sio

In molti la ricorderanno per sempre come la madre di Vincenzo, ovvero Massimo Troisi, in «Scusate il ritardo», il secondo film dell’indimenticabile attore di San Giorgio a Cremano. La bonaria, affettuosa concretezza della donna faceva da contraltare alla svagata surrealtà del figlio. Ma quello non fu il solo film girato da Olimpia Di Maio, l’attrice napoletana spentasi ieri all’età di 77 anni per un male incurabile. Al suo attivo anche altre pellicole meno popolari: «Lontano in fondo agli occhi» nel 2000 in cui interpretava la nonna, «Denti» del 2000, in cui era la madre del dottor Cagnano, «Non lo sappiamo ancora» del 1999, in cui era la madre di Michele, «L’ultimo guappo» del 1978 e «Il giocattolo» del 1979.Manonostante il ricorrente rapporto con il cinema, nobilitato da registi di rango come Giuliano Montaldo, Gabriele Salvatores e Giuseppe Rocca, la Di Maio fu soprattutto una straordinaria attrice di teatro, una delle ultime eredi di quella inesauribile fucina che è stato il teatro popolare napoletano di tradizione. Anche nel suo caso nel segno di una continuità familiare che aveva il capostipite nel padre Oscar, capocomico della compagnia Cafiero-Fumo, autore di numerose commedie di successo e attore significativo con la moglie Margherita Parodi della sceneggiata classica. E così come Tina Pica, come Titina De Filippo, come le sorelle Fumo e così via, anche Olimpia iniziò presto, nella compagnia dei genitori. Attrice di razza, era stata, a fianco di Luisa Conte e con il fratello Gaetano, una delle protagoniste della grande stagione del teatro Sannazaro: «Arezzo 29 in tre minuti», «Mpriesteme ’a mugliereta» (replicato per duecento sere, e presentato a Parigi dal mimo Jacques Fabri), «È asciuto pazzo ’o parrucchiano». Nella sua lunga carriera aveva recitato a fianco dei più grandi attori partenopei da Nino Taranto a Enzo Cannavale, da Rino Marcelli, a Giacomo Rizzo, da Nunzia e Nuccia Fumo a Rosalia Maggio. Negli occhi dei cultori del teatro comico napoletano resterà quell’ultima esibizione al Cilea, nel gennaio del 2006 con «E’ asciuto pazzo ’o parrucchiano », un testo del fratello Gaetano incentrato su equivoci e falsi miracoli, diretto da Giulio Adinolfi, che ne era stato protagonbista già nel precedente allestimento del Sannazaro. Accanto a loro anche Oscar Di Maio (il nipote divenuto celebre con il personaggio tv del Cafone), Antonio Allocca. Alessandra Borrelli e Alessandra Vispo. Infine non va dimenticata la sua partecipazione a una delle edizioni della «Gatta Cenerentola » di Roberto de Simone, e, con la compagnia di Luisa Conte, al rifacimento della «Lisistrata». I funerali si svolgeranno stamattina alle 11.30 nella chiesa di San Ferdinando a piazza Trieste e Trento.

Stefano de Stefano
 
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