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 ARTICOLO - Spettacoli (Puglia)
 
«La mia Regina delle nevi mediterranea e dirompente» - 10/06/2006

Oggi al prestigioso Hellenic Festival di Atene il debutto del nuovo spettacolo di Teresa Ludovico. Da Andersen

A sei anni di distanza da Bella e Bestia, rivelatosi un grande successo internazionale, il Kismet si accinge a varare un’altra super produzione firmata da Teresa Ludovico che sembra avere tutte le intenzioni di bissare i consensi arrisi a quello che ormai tutti considerano un capolavoro del teatro per ogni età. La regina delle nevi, tratta dall’omonima fiaba di Andersen, è ormai pronta e avrà il suo debutto oggi ad Atene nell’ambito del prestigioso Hellenic Festival, unico spettacolo a rappresentare l’Italia in una manifestazione che annovera in cartellone nomi come Sasha Waltz, Pina Bausch o il Théâtre du Soleil, solo per citarne alcuni. La Ludovico, invitata dal Setagaya Theatre di Tokio, aveva già messo in scena la fiaba in versione giapponese lo scorso anno con un allestimento tanto apprezzato da richiedere una seconda tournée nipponica prevista per la prossima estate. Per il pubblico europeo la regista, avvalendosi sempre della collaborazione del mago delle luci Vincent Longuemare, ha rivisto totalmente la rappresentazione, già prenotata per un lungo giro internazionale e che toccherà il nostro paese in inverno solo a Ferrara e Parma. «Sono due versioni profondamente diverse», afferma mentre è indaffaratissima nella capitale greca a dare gli ultimi ritocchi per la prima. «La maggiore differenza è nella scrittura. Sono abituata ad adattare la drammaturgia al corpo e alla personalità degli interpreti. In Giappone erano sei più duemusicisti e parole e musica si fondevano per dare vita ad un racconto, una narrazione introdotta dal personaggio del Vento che ora ho soppresso, così come i suoni dal vivo. Il risultato è stato uno spettacolo lieve e trattenuto, differente dall’odierno, che mi piace definire mediterraneo, nel senso che è una rappresentazione a nervi scoperti e di una teatralità a volte dirompente». Anche dal punto di vista visivo questa Regina delle nevi segna delle differenze. «Ho tenuto presente la specificità del paese che mi ospitava», continua la Ludovico; «e lo spazio scenico ruotava intorno a un ponte sospeso, omaggio alle forme teatrali del Giappone. Nel nuovo allestimento invece ho eliminato tutto, lasciando al centro della scena vuota un grande quadrato luminoso circondato da sedie. Non vi è narrazione ma una serie di quadri fluttuanti che si riversano l’uno nell’altro in una specie di montaggio cinematografico. D’altronde, la stessa fiaba di Andersen si sviluppa in sette racconti che segnano altrettante tappe di iniziazione alla maturità dei due protagonisti, Gerda ed Hans». Come Bella e Bestia anche questa Regina ha l’ambizione di essere una proposta per grandi e piccini, una anomalia nel panorama italiano dedicato alla scena per l’infanzia. «Il mio teatro per i ragazzi non si pone barriere di età», continua la regista; «In Bella e Bestia i temi portanti erano l’eros e l’amore mentre ora affronto sentimenti più tenui e sfumati e forse per questo più duraturi della passione. E’ soprattutto l’amicizia che lega Gerda e Hans, un’amicizia che saprà trionfare sul demoniaco per ritornare a crescere in una specie di eden ritrovato. Per raccontarlo ho messo insieme un cast di sette attori con qualità specifiche che vanno dalla danza all’acrobatica, capaci di integrare i linguaggi e dare corpo alla poesia».

Nicola Viesti
 
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